Mio figlio

Di tutto il tempo
che conosco,
lui è interminabile,
e di ogni cosa che perdo
non crolla la luce
né il ricordo.
Quindi
rinasco tra le fessure
del cielo,
ed amo le pietre,
l’inverno…
la neve del mio cuore.
Quando l’ombra cambia
traiettoria,
il suo profilo riappare
per salvarne lo spazio
che resta ai confini
del respiro,
sui margini della sua voce.
Ed attendo l’etimo del risalire
su ogni cosa che muore,
poiché la realtà è memoria,
ed insieme a lui mi viene a cercare.
Sempre più vasto, l’inosservato,
lo stupore della somiglianza,
la meraviglia di ciò che si ripete;
al culmine del buio
la promessa è distesa sulla pelle,
nelle nenie d’infanzia,
per ridare il verde alle foglie,
l’acqua piovana alle nuvole,
la speranza al volo del vento…
per restare in silenzio
insieme a mio figlio
sulla vasta linea del mondo.


1/12/2021
A mio figlio

 

Distesa d’autunno

Ogni alba ricorda la tua notte,
perché la sua voce acuta
richiama la vita.
Lontano da me,
risplendi inosservato
nel tuo mondo privato,
fino all’inverno che dentro
al mio cuore non è ancora passato.
E torni, per poco,
al culmine del tempo,
per ricambiarmi lo sguardo
coperto di bianco:
solita nenia che stringe
tra il vento il nostro silenzio.
Attendo,
mentre scompare l’ultima striscia
d’azzurro,
ed il buio nasconde il mio volto
nella forma di te:
lunga distesa d’autunno.
A Ginetto
19/05/2021

Irreversibilmente

Sono vento…

Ti vengo a cercare
tra i corridoi della terra,
tra le presenze dell’infanzia,
dove le voci familiari
consumano l’assenza.
La solitudine si posa sui rami
come una colomba bianca,
e canta fra i rimpianti
con un suono che raccoglie l’alba
nella memoria e…
tutto quello che mi sfiora
ti somiglia.

Solo vento…

T’accarezzo l’ombra
e più non sento il vuoto
della vita;
il tuo profumo è un passaggio
di nuvole piene di clemenza,
e la distanza sfuma nella pelle…
irreversibilmente.

Sempre vento…

Fin dove finisce l’inverno,
per essere sempre tramonto
in questo cielo stanco,
e forse un ricordo,
l’unico che germoglia
quando ti penso.

26/08/2021
A mia madre

Il giorno più bello

Guardi il cielo da vicino
nel tuo giorno più bello,
e gli uccelli risalgono lenti
tra le zampe,
a pochi centimetri dalle vibrisse.
La vita si arrotola come un gomitolo
di lana,
non cerca più la terra,
ma ti spinge in aria col bisbiglio
d’un agguato,
e t’accarezza il manto
commuovendosi dinanzi ad un faccino
ingenuo, colmo di tenerezza.
T’allontani in una nebbiolina
appena nata,
dove posi il silenzio
per salvarne il ricordo
nel congedo più sereno.

A Mirtilla, dolce gattina costretta a vivere come una randagia.
15/08/2021

La delicatezza della notte

Ti guardo entrare nel plenilunio,
esule dal sonno,
mentre accarezzi il vento…
seducente,
così grande nell’essenza
che nascondi.
Quel respiro nelle stanze,
implacabile chiude le porte
e si spalma come presenza
tra le lenzuola di seta.
Lo spirito dorme,
risale a galla sulla pianura
del giorno…
senza alcuna ricompensa.
Foto di  Liudmila Wilchevskaya

Io sì

Nessuno s’accorge
della tua assenza,
io sì.
In quell’incarnazione
odo la danza che tesse
il silenzio,
e mi parla della terra
fatta di stelle,
dove ciò che manca
è una continua presenza
che sussurra piano
nella notte,
e solleva il dolore
caduto,
innalzandosi in un abbraccio
eterno.
LA RAGAZZA DAGLI OCCHI ROSSI — “Nero o bianco, tutto o niente, o ci sono o  non...
28/06/2021
Recitata

Eternamente la mia luce

Se fossi pura come il dolore,
non perderei i colori,
e questo buio non avrebbe
fame dell’esistere
né del mio nome.
Ritroverei i profumi
nelle nenie d’infanzia;
sulle gote rosee,
la mia sete di luce,
dove l’orgoglio partorirebbe
antiche novelle per non accarezzare
più i sepolcri del mio cuore.
E non saprei nulla del presente
né di quando morii per sempre,
ma ritroverei quegli occhi sognanti
che ancora fremono quando la vita
mi siede accanto.

6/07/2021
Immagine di Nicolas Henri: eternum

Il mio amore

Contai le sue lacrime
una ad una,
ed udii i suoi singhiozzi
come musica gaia.
Infierii nella mente
fino al silenzio,
ed il suo viso bianco sparse
sangue.
Col suo morire
la mia vita non ebbe
respiro,
ed il mio essere
fu lasciato all’ignoto
con rimozione lenta,
per apprezzarne a fondo
il rimpianto.
ARC / Exhibition
Dal libro “Luce Nera
Sculpture Scott Schmidt (Memories)